L'impianto a carbone nel feudo dei padrini
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L'impianto a carbone nel feudo dei padrini promette lavoro, ma "danneggia l'ambiente" |
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Sulle macerie dell'ex Liquichimica dovrebbe nascere una centrale a carbone da 1.320 megawatt. Carbone pulito, tranquillizzano dalla Sei, la società italo-svizzera che dovrebbe realizzare l'investimento. L'opera costerà un miliardo di euro, coinvolgerà almeno 1.500 addetti per la sua costruzione, e richiederà molte consulenze. Una volta realizzato, l'impianto impiegherà 300 persone. Ma le cifre non corrispondono alle valutazioni di impatto ambientale del ministero dell'Ambiente. di GIOVANNI TIZIAN Leggi l'articolo completo |
Biologico, la sfida del 2012 sarà sulla riforma delle certificazioni
Revisione del sistema di certificazione, Politica agraria comunitaria e più servizi alle imprese del settore. Il 2012 vedrà il biologico alle prese con queste tre sfide, forte dei successi ottenuti nel 2011. Nonostante la crisi, infatti, il settore ha segnato importanti traguardi nei consumi domestici: gli ultimi dati definitivi, risalenti all’estate del 2011, parlano di un +11%.
“E per le esportazioni ci aspettiamo almeno il doppio”, spiega all’Adnkronos Paolo Carnemolla, presidente di FederBio, sottolineando che, nonostante i buoni risultati, “ci sono straordinarie opportunità per il settore che ancora non riusciamo a cogliere”. Nel 2012 si cercherà di porre rimedio. A partire dal sistema di certificazione, ancora basato sulla legge nazionale del 1995.
Il ponte: fine di un progetto ?
San Francesco da Paola, che passò lo Stretto camminando sul mantello steso sulle acque, resterà ancora per un pezzo l'unico ad aver fatto il miracolo. Dopo lustri di proclami, San Silvio Berlusconi ha ordinato ai suoi fedeli alla Camera di votare (ahilui...) la rinuncia al ponte di Messina. «A me m'ha rovinato 'a guera», diceva il mitico Gastone di Ettore Petrolini. «A me la crisi» dirà il Cavaliere, mortificato dall'abbandono del sogno di consegnare alla storia quella che doveva essere «l'ottava meraviglia del mondo».
Solo una settimana fa il suo ministro Altero Matteoli (che ai primi di luglio si era lagnato in una lettera al Corriere dei «toni disfattistici» con cui Sergio Rizzo aveva smascherato lo stallo delle grandi opere) dichiarava all'Ansa che il ponte «per il governo italiano è una priorità». Di più: «Sono destituite di fondamento talune dichiarazioni strumentali su una "bocciatura" da parte dell'Ue dell'opera. Così non è, com'è di tutta evidenza. Disponiamo invece di un progetto definitivo il cui iter di approvazione è in corso mentre le fasi di realizzazione dell'opera procederanno secondo i programmi prestabiliti dal governo». Rileggiamo: «di tutta evidenza». Come osavano dubitarne, i soliti disfattisti?
Perchè il carbone a Saline ?
A Rossano (Cs), Enel vorrebbe convertire a carbone la Centrale Termoelettrica di contrada Sant’Irene, a Saline Joniche la SEI S.p.A., una società privata, vuole costruirne una della potenza di 1320 MWe per un investimento di oltre un miliardo di euro. Tale investimento rappresenterebbe una follia e un paradosso soprattutto per la Calabria: una regione che esporta energia per una quota del 50% rispetto alla produzione e che ha deciso di puntare sulle rinnovabili. Sebbene l’uso del carbone sia assolutamente vietato dal piano energetico regionale, la SEI, Saline Energie Ioniche S.p.A, vuole imporre il suo scellerato progetto, irrispettosa del parere contrario di Regione, Provincia, Comuni e della maggioranza dei cittadini.
Approvata la legge regionale sui GAS
“Una volta tanto la Calabria si pone all’avanguardia del panorama legislativo delle regioni italiane”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale dell’idv Giuseppe Giordano a proposito della approvazione della legge sui Gruppi di acquisto solidale, dei Gruppi organizzati per la domanda offerta e la promozione dei prodotti da filiera corta.
Ringrazio tutti i colleghi consiglieri e in particolare il presidente della seconda commissione consiliare,On.le Morelli, che hanno concorso all’approvazione di una legge regionale, da me proposta, che interviene su un settore, quale quello agricolo calabrese, che potrà avere solo ricadute positive a seguito dell’approvazione dell’articolato normativo.















